Percorrendo tutto il Parco arriverete all’Arco della Pace, altro luogo simbolo di Milano, soprattutto della sua zona Ovest. Si trova in Piazza Sempione ed è circondato da locali per il pranzo, l’aperitivo e la serata.
La sua storia merita di essere raccontata brevemente.
L’Arco della Pace, ufficialmente, è un monumento dedicato alla pace tra le nazioni europee che è stata raggiunta nel 1815 in occasione del congresso di Vienna. È stato inaugurato il 10 settembre 1838 in una cerimonia presieduta dall’imperatore Ferdinando I d’Austria.

Sorge dove venne eretto un primo arco, temporaneo, fatto di legno e ideato dal marchese Cagnola per festeggiare l’arrivo a Milano dei novelli sposi Eugenio di Beauharnais, viceré d’Italia, e Augusta di Baviera.
L’arco di legno piacque però moltissimo ai cittadini e si decise quindi di costruirne uno in granito di Baveno e marco di Crevola d’Ossola, per festeggiare la vittoria francese nella battaglia di Jena. Come avranno notato gli amanti della storia, siamo nel pieno del periodo napoleonico, mentre l’Arco venne inaugurato dagli austriaci.

Vediamo che cosa è successo nel mezzo. Nel 1807 cominciano i lavori per costruire l’Arco. Il progetto fu curato da Cagnola e promoso dal Comune di Milano e dallo stesso Napoleone: alla caduta del Regno Italico e dei francesi, però, i lavori furono abbandonati e il cantiere lascio a metà. Un brutto simbolo di declino.
Nel 1826 interviene Francesco I d’Austria e si rimette in moto il progetto dell’Arco, dedicato appunto alla pace. Sulla sua sommità troviamo la Sestiga della Pace, un cocchio a sei cavalli in bronzo di Abbondio Sangiorgio, negli angoli invece le quattro Vittorie a cavallo di Giovanni Putti.
Nella parte frontale ci sono le raffigurazioni dei quattro fiumi lombardo-veneti: Po, Ticino, Adda e Tagliamento, sopra l’arco sono incisi i nomi dei caduti della seconda guerra mondiale, nella parte laterale i caduti della prima guerra mondiale. Al centro c’è una lastra su cui è incisa una dedica a Vittorio Emanuele II e accanto troviamo dei bassorilievi che raffigurano due militari.
Il passaggio dal controllo francese a quello austriaco riguarda anche un’altra curiosità sull’Arco della Pace, cioè la posizione dei cavalli. Nel progetto originale dovevano guardare verso l’esterno, cioè verso Parigi. Gli austriaci li fecero ruotare di 180° così da rivolgere alla Francia il loro… fondoschiena!
Un aneddoto riguarda il romanzo “Festa Mobile” di Ernest Hemingway, nel quale si legge che l’Arco delle Pace di Milano sia allineato con l’Arco di Trionfo del Carrousel e con l’Arco di Trionfo dell’Etoile di Parigi. In realtà non è così, ma a molti piace pensare che ci sia questo suggestivo collegamento.